IMU 2012: come muoversi tra ricorsi e rimborsi?

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A 30 giorni dalla scadenza della prima rata dell’IMU si parla di ricorsi e rimborsi. Si pensa ai ricorsi perché vi è il dubbio dell’incostituzionalità della nuova imposta. Incostituzionalità legata all’articolo 53 comma 1 della Costituzione ma soprattutto alla mancata osservanza della “riserva di legge” prevista dall’ articolo 23.

Secondo alcuni tributaristi,inoltre, l’imposta introdotta dal governo Monti violerebbe l’articolo 4 dello Statuto dei diritti dei contribuenti.

La nuova imposta, infatti, è stata introdotta con decreto ma il nostro ordinamento prevede che solo la legge, cioè un atto del Parlamento, può imporre una prestazione patrimoniale. Tutto questo a tutela del cittadino che deve conoscere dettagliatamente la prestazione che gli può essere imposta d’autorità.

Entro il 16 Giugno, dunque, i contribuenti dovranno decidere se pagare l’IMU sull’abitazione principale e sulle sue pertinenze in 2 rate del 50% oppure in 3 rate pari al 33,3% dell’imposta complessiva.

La prima e la seconda rata (giugno e settembre) saranno calcolate applicando l’aliquota base dello 0,4 per cento, a prescindere da quanto stabilito dai Comuni e per il versamento di queste rate si dovrà utilizzare il modello F24.

La terza rata che sarà calcolata in base alle aliquote decise dai Comuni entro il 30 settembre 2012, rappresenterà il conguaglio di quanto complessivamente dovuto e il versamento potrà essere effettuato con il bollettino postale.
Entro il 10 dicembre 2012, tuttavia, il governo potrà imporre ulteriori ritocchi alle aliquote.

La questione rimborsi perciò è dovuta alla possibile variazione delle aliquote sia dalla parte dello Stato che dai Comuni. Questi, in particolare, hanno anche la facoltà di ridurre l’aliquota dello 0,2%. Quanto detto significa che i Comuni potrebbero far pagare i meno e costringere i contribuenti a chiedere al Fisco il rimborso di quanto pagato in più in fase di acconto.

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