Compravendite immobiliari: i dati dell’Agenzia del Territorio

Mercato Immobiliare

compravendite-immobiliariGli ultimi mesi del 2011 sono stati caratterizzati da una crisi del mercato e questo spiegherebbe il crollo delle compravendite immobiliari trascritte nel primo trimestre 2012.

Nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2012, infatti, le vendite sono diminuite del 17,8%.

Nel settore residenziale, che rappresenta il 45% dell’intero mercato immobiliare, il ribasso tocca il 19,6% passando da 136.780 a 110.021 rogiti.

Questi i dati relativi all’andamento del mercato immobiliare e pubblicati dall’Agenzia del Territorio. Attenzione però ad interpretare correttamente la situazione: l’Agenzia ha contato i contratti stipulati da gennaio a marzo 2012 ma buona parte del ribasso dipende da decisioni assunte alla fine del 2011.

Analisi del settore residenziale per macroaree e per città

Il Nord, il Centro e il Sud per il primo trimestre 2012, facendo registrare rispettivamente un calo del 20,4%, 20% e 18,9% rispetto allo stesso periodo del 2011, sono uniti nella riduzione delle compravendite. Rispetto al 2004, ovvero quando sono iniziate le rilevazioni trimestrali, la riduzione del mercato residenziale risulta maggiore al Nord (- 41,7%) che al sud (-37,3%).

Tra le città più colpite al primo posto vi è Palermo con un calo del 26,5% seguita da Genova (-21,8%), Firenze (-21,1%), Roma (-20,6%), Bologna (-18,4%) e Torino (-18,1%). La flessione delle compravendite, invece, è più contenuta a Milano e Napoli dove, rispettivamente, il calo è stato del 10,7% e del 9,8%.

Altrettanto significante è la flessione registrata nel settore delle pertinenze (box e cantine). Passando, infatti, da 107.593 a 88.894 le compravendite fanno registrare un calo pari al 17,4%.

Settore non residenziale

Ampliando l’analisi al di là del settore degli immobili residenziale la situazione non cambia. Il terziario perde il 19,6% delle transazioni (da 3.259 a 2618) seguito dal calo del commerciale pari a 17,6%. Solo nel settore produttivo le contrazioni (-7,9%) risultano più contenute con le compravendite che passano da 2.474 a 2.279.

Le motivazioni del “crollo”

I tecnici dell’Agenzia del Territorio hanno precisato che il calo non è riconducibile alla nuova tassa sulla casa Imu, ma “trova ampia spiegazione considerando i principali dati macroeconomici”: dal PIL in calo alla disoccupazione in aumento.

Sul “crollo” indice anche il maggiore costo del denaro per l’acquisto della casa e dell’aumento di un punto del Taeg sui mutui. Nei mercati, inoltre, un aspetto che influisce notevolmente è quello psicologico. Nel mercato immobiliare, questo aspetto, potrebbe aver indotto ad aspettare tempi migliori prima di effettuare un investimento immobiliare.

La risposta del governo

Il governo sembra avere ben presente la situazione del mercato immobiliare e più in genere del settore casa. Ha previsto infatti degli incentivi per le ristrutturazioni nel Decreto Sviluppo approvato dal Consiglio dei Ministri.

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