Edilizia convenzionata, definizione e disposizioni di legge

Edilizia convenzionata

Sempre più spesso gli operatori privati (costruttori o cooperative) si convenzionano con i Comuni per la realizzazione di abitazioni di qualità da vendere o da affittare a prezzi più contenuti. Questo atteggiamento è alla base dell’edilizia convenzionata ed è presente principalmente nell’ambito dei piani attuativi in cui i comuni obbligano i soggetti che realizzano gli immobili a prevedere oltre all’edilizia libera, una percentuale di edilizia convenzionata. Per poter vendere le case a prezzi più contenuti rispetto a quelle dell’edilizia tradizionale, le imprese costruttrici ricevono dallo Stato o dalle amministrazioni locali incentivi economici per la costruzione degli immobili.

L’edilizia convenzionata cerca di agevolare l’accesso alla prima casa da parte delle cosiddette fasce deboli e, pertanto, le amministrazioni locali individuano i requisiti che i potenziali acquirenti debbono possedere per poter usufruire degli immobili in edilizia convenzionata. Dopo aver acquistato l’immobile, gli acquirenti hanno l’obbligo di residenza nell’abitazione, non possono essere proprietari di altre abitazioni nella provincia di riferimento e nei territori confinanti ed, inoltre, non possono vendere o affittare l’abitazione per un periodo di cinque anni.

Cosa succede dopo i 5 anni?

Con la disposizione dell’art. 3, comma 63 della legge 662/1996 si sono voluti porre dei limiti alla alienazione degli alloggi assegnati in proprietà dopo l’abrogazione, con la legge n. 179 del 17 febbraio 1992, dei vincoli di alienazione decennali e ventennali fissati in origine dall’art. 35 della legge 865/1971. Non sono più previsti, pertanto, i divieti di alienazione per gli alloggi in proprietà. Non è escluso, comunque, che in alcune convenzioni vengano inserite clausole volte a limitare la possibilità di alienazione con la previsione di divieti temporanei di vendita.
Occorre, però, osservare le clausole relative al prezzo massimo di cessione.

Secondo la legge n. 448 del 23 dicembre 1998, le convenzioni già stipulate, possono essere modificate mediate la stipulazione di una nuova ma, nel 2011 è intervenuto il cosiddetto Decreto Sviluppo (legge 106/2011) che, alla legge 448 ha aggiunto il comma 49-bis secondo il quale è possibile rimuovere i vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione o del canone massimo di locazione.

I nuovi immobili in convenzione

I nuovi immobili in convenzione possono essere totalmente assimilabili alla nuova edilizia tradizionale. Sono, infatti, realizzati in un ottica di risparmio di risorse e materiali garantendo il rispetto dell’ambiente ed un miglior comfort abitativo. Sono isolati termicamente ed acusticamente impiegando dei materiali di ottima qualità e sono classificati tra le alte classi di efficienza energetica.

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