Catasto: più tasse e più tutela?

Casa

La politica italiana degli ultimi giorni si sta occupando in modo particolare della casa. Sono almeno due, infatti, le questioni aperte: Imu e Catasto.

Con il nuovo catasto l’identificazione dei valori di vendita e di locazione degli immobili avverrà sulla base dei metri quadrati. Il valore patrimoniale delle singole unità immobiliari e di conseguenza quello catastale, inoltre, sarà ridimensionato applicando dei coefficienti in funzione delle caratteristiche dell’immobile come lo stato di manutenzione, l’esposizione e l’affaccio. Saranno tenuti in considerazione anche gli “ambiti territoriali del mercato immobiliare di riferimento”.

CatastoLa novità principale, comunque, dovrebbe essere il cosiddetto “federalismo catastale” che prevede un coinvolgimento dei Comuni che forniranno all’Agenzia delle Entrate i dati che quest’ultima non è in grado di reperire con rapidità e facilità. I Comuni, quindi, si sostituiranno all’Agenzia del Territorio nel fornire indicazioni che riguardano l’affaccio, l’esposizione, l’anno di costruzione, la presenza di scale e/o di ascensori, il riscaldamento autonomo o centralizzato e lo stato di manutenzione degli immobili.

La rendita catastale, invece, sarà calcolata prendendo in esame i redditi di locazione medi, la localizzazione e le caratteristiche edilizie. Nello specifico, i valori saranno definiti sulla base della media del triennio precedente l’entrata in vigore della riforma.

Il nuovo sistema sarà meno iniquo rispetto a quello attuale, tuttavia, sarà anche più rigido. Inoltre, applicando i nuovi criteri, gli immobili vedranno una rivalutazione fino al 60%.

A parità di aliquote, dunque, il nuovo catasto porterebbe ad un forte incremento delle imposte. Vi è però un’altra novità: l’apertura delle commissioni censuarie ai rappresentanti di categoria del settore immobiliare. La scelta delle associazioni sarà decisa dal governo e nelle commissioni, che avranno il compito di validare le nuove rendite catastali, ci saranno anche i rappresentati degli enti locali.

I proprietari degli immobili, se dovesse essere approvata questa riforma, potranno tutelarsi da eventuali decisioni inadeguate sul valore dell’immobile e ricorrere alle commissioni tributarie competenti o al TAR.

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