L’efficienza energetica passa dagli annunci immobiliari

Ecosostenibilità

Nel 2013, il 32,7% delle persone che stanno cercando una casa da acquistare ricercano un immobile ad alta efficienza, in classe A o B, mentre, il 33,8% acquisterebbe una casa a media efficienza. Questi dati provengono da un’indagine Rur-Censis che ha studiato il mercato immobiliare sul lato dell’efficienza.

I potenziali acquirenti, dunque, sono sensibili al problema efficienza ma, purtroppo, troppi immobili non rendono nota la classe energetica sugli annunci di compravendita. Ad un anno dall’introduzione dell’obbligo di pubblicazione della classe energetica degli edifici, secondo i dati del sito Immobiliare.it, il 53% degli annunci immobiliari non riportava il valore effettivo della classe energetica. Tra il 47% di quelli che riportavano la classe energetica solo il 2% riguardava edifici di classe A+ ed il 19% quelli di classe B.

Dal 6 giugno però, sono entrate in vigore le nuove regole che tra gli obblighi hanno introdotto anche quello di rendere noto il consumo degli immobili negli annunci immobiliari. Con il decreto 63/2013 infatti, gli annunci immobiliari per vendere o affittare un immobile devono contenere l’indice di prestazione energetica e la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare. L’omissione di queste informazioni, e questa è la novità, è ora punibile con una sanzione amministrativa a carico del proprietario che va dai 500 ai 3.000 euro.

Conoscere quanto consuma un edificio è importante per il compratore ma anche per il venditore. Il compratore attento ai consumi potrà ottenere un vantaggio in termine di spese future, infatti un’abitazione in classe G consuma tra i 180 e i 200 kWh l’anno, mentre una di classe A ha un consumo inferiore ai 15 kWh l’anno. Il venditore, oltre a non incorrere nelle sanzioni, pubblicando i consumi riuscirà a raggiungere più facilmente il potenziale acquirente e se l’immobile è ad alta efficienza potrà venderlo con un valore maggiore.

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