Gli utilizzi della canapa in bioedilizia

Ambiente

La canapa, una pianta antichissima da sempre usata per molti usi ora vede crescere esponenzialmente nel campo della bioedilizia.
La canapa si è dimostata infatti un materiale versatile e con un’eccelletne resa per quello che riguarda le costruzioni, inoltre questo materiale è altamente sostenibile.

In edilizia la canapa viene utilizzata in pannelli isolanti ricavati tanto dal fiore quanto dal fusto, inoltre è in fase di brevettazione un mattone ottenuto con il canapulo, la parte legnosa dello stelo, che una volta essiccato diventa rigido e leggero e dunque molto versatile per diversi tipi di ristrutturazione.

Questa  pianta solitamente è usata con la calce che ha la funzione di collante, sia per quello che riguarda la realizzazione di murature sia mischiata a questa per realizzare intonaci e rifiniture. Questo materiale inoltre è isolante termico e resistente al fuoco, ma soprattutto ha la capacità di ridurre l’inquinamento perché trattiene il carbonio.
In Francia la canapa è stata utilizzata per la creazione di malte fibrorinforzate attraverso l’uso di diverse tecniche. Con una di queste si mineralizza la pianta ricoprendola di silice per renderla impermeabile e poterla usare così a scopo isolante, in un altra si mescola alla calce ottenendo un composto simile al cement oma di consistenza porosa come il sughero.

Per quel che riguarda la canapa possiamo parlare di una vera e propria riscoperta il nostro paese era in passato il più grande produttore di canapa al mondo (in passato utilizzata soprattutto nel settore tessile), fino a quando non è stato superato dalla Francia.
Di questa pianta che quindi si lega alla cultura e alla storia del nostro paese, già diversi secoli fa se ne conoscevano i vantaggi in ambito costruttivo, tanto che il Leon Battista Alberti, uno dei padri e dei codificatori dell’architettura rinascimentale nel Re Aedificatoria sottolinea la sua utilità nelle costruzioni poiché quando questa viene aggiunta alle malte ne migliora le proprietà.

In Italia dopo un abbandono della coltivazione della canapa questa è stata reintrodotta negli ultimi due anni in maniera massiccia. Questo permette dunque, qualora le coltivazioni siano vicine al luogo di edificazione, di ridurre notevolmente anche le emissioni inquinanti derivanti dallo spostamento dei materiali.

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