L’erogazione di mutui continuerà a crescere nel 2014 e nel 2015

Comprare Casa

Abbiamo diverse volte scritto come accedere ai mutui negli ultimi mesi sia diventato più semplice. Diversi istituti di credito hanno infatti aumentato le possibilità di finanziamento per l’acquisto dele case e hanno abbassato i propri spread.

In questo modo sono ripartite le erogazioni dei mutui nonostante vi sia ancora un divario territoriale tra nord e sud.

Tuttavia nonostante l’aumentata possibilità di accesso a un mutuo le compravendite seppur aumentate non hanno fatto registrare le cifre sperate. Se ifnatti l’erogazione dei mutui nel primo trimestre del 2014 è aumentata al 9,3% secondo i dati di Bank Italia e addirittura di ben il 18,5% stando ai dati di Abi le compravendite sembrano aumentate di solo il 4,1%, ovvero meno della metà.

Questo divario può essere spiegato innanzitutto prendendo in considerazioni stipule che possono essere legate a surroghe e sostituzioni per sfruttare l’abbassamento dei tassi, un’altra invece considerando i muti di liquidità e ristrutturazione che son ostati erogati su case donate o ereditate.

Tuttavia probabilmente il fattore principale potrebbe essere che le compravendite che sono state sostenute grazie ai mutui erogati siano maggiori del 4% attestato dal registro delle Entrate, ma che una parte di queste non siano state registrate a causa della diminuzione di chi acquista in contanti.

Inoltre secondo le cifre di Nosmina l‘erogazioni di mutui continueranno ad aumentare per tutto il corso dell’anno arrivando a superare il 16% di rialzo sul 2013 con una quota di 25 miliardi; inoltre per il 2015 si stima un ulteriore aumento del 18,5%.

Sebbene i dati siano positivi siamo ancora lontani dai livelli del 2011, poiché seppure le banche abbiano iniziato ad erogare maggiormente i mutui il potere d’acquisto delle famiglie italiane si è fortemente ridotto e si è molto ristretta la fascia di popolazione che può accedervi. Inoltre la quota che viene finanziata dell’immobile è ancora bassa aggirandosi tra il 50% ed il 60%.

C’è inoltre da considerare che i lavoratori precari, ormai tantissimi, anche se con stipendi non bassi, hanno molta difficoltà ad accedere all’erogazione di mutui.

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