Fotovoltaico: cosa cambia con l’approvazione a legge del DL competitività

Ecosostenibilità

Il Decreto Competitività del governo Renzi è stato approvato al Senato all’inizio del mese in via definitiva con 155 voti favorevoli, 27 contrari e nessun astenuto, ed è stato così convertito in legge.

Questo provvedimento è molto importante in quanto contiene importanti norme come quelle del pacchetto taglia bollette.

Sono diversi i passi del Decreto Competitività ad interessare il mondo delle rinnovabili e delle energie alternativa.

In primo luogo la Commissione Ambiente e quella delle Attività produttive della camera hanno inserito in questo decreto l’estensione a 500 kW, dagli attuali 200 kW, del limite di potenza per poter accedere allo scambio sul posto. Inoltre è prevista l’esenzione per il pagamento degli oneri di sistema sull’energia prodotta da impianti con potenza inferiore ai 20 kW.

Il Senato inoltre ha apportato una modificazione circa gli oneri di sistema sull’energia autoconsumata: gli oneri saranno rimodulati solo sugli impianti non ancora in servizio al momento della delibera, dopo una prima maggiorazione del 5% (entro i l30 settembre 2015) tali oneri non potranno superare i 2,5 punti percentuali per ogni aggiornamento che avrà cadenza biennale.

Gli aggiornamenti futuri non saranno retroattivi e si applicheranno solo agli impianti che saranno in uso a partire dal 10 gennaio dell’anno successivo a quello dell’entrata in vigore del decreto in cui si stabilisce l’incremento della quota.

Uno dei punti che ha fatto più discutere all’interno del Decreto è quello dello spalma-incentivi, previsto per gli impianti fotovoltaici di medio-grandi dimensioni ovvero con una potenza superiore di 200 kW. La norma infatti prevede una rimodulazione degli incentivi che potrà essere fatta secondo tre opzioni: si potrà infatti spalmare l’intero incentivo su 24 anni invece di 20, oppure mantenere invariato il periodo di restituzione prevedendo però una rimodulazione in cui in un primo periodo l’incentivo sarà ridotto e un secondo in cui verrà incrementato secondo percentuali che dovranno essere stabilite da un futuro decreto, o infine mantenendo invariato il periodo di erogazione a 20 anni ma con una riduzione del 6% per gli impianti da 200 kW a 500 kW, del 7% per quellida 500 kW a 900 kW e dell’8% per quelli che superano i 900 kW di potenza.

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